Debito Pubblico Italiano

Translate

venerdì 3 maggio 2013

Al-Qaeda incaricata della sicurezza dell'ambasciata in Libia. Notizia Esclusiva


Un documento recuperato alcuni giorni dopo l'attacco all'ambasciata a Benghasi indica accordi con un gruppo di milizie islamiste in qualità di forza di pronta reazione, Quick Reaction Force, in caso di attacco alla missione diplomatica.
Tuttavia le milizie Libiche incaricate dal Dipartimento di Stato per difendere la missione diplomatica in Libia a Benghazi avevano invero chiare connessioni e simpatie verso Al-Qaeda, mostrando ad esempio ben visibile la bandiera di Al-Qaeda su una pagina Facebook per mesi prima dell'attacco mortale.
Il gruppo in questione, Brigata dei Martiri del 17 Febbraio, era stata ingaggiata dal governo USA per provvedere la sicurezza della missione diplomatica Americana in Benghazi, Libia. Se non bastasse quello che è poi successo, mancano in realtà evidenze che la Brigata dei Martiri abbia in alcun modo provveduto a rispettare l'impegno di difendere l'ambasciata l'11 Settembre scorso quando fu attaccata violentemente per ore.

Il generale di stanza in zona è presto salito alle cronache per il violento diverbio con il Pentagono e con il Presidente Obama, diverbio che gli è costato la carriera e in cui chiedeva insistentemente di fornire supporto tattico agli eroici ex Navy Seals presenti all'ambasciata, Tyrone Woods and Glen Doherty che per ore hanno respinto gli attacchi nemici salvo poi venire sopraffatti dalle forze ostili, presumibilmente per esaurimento delle munizioni. Nel corso dell'attacco perderà la vita anche l'ambasciatore J. Christopher Stevens, torturato e ucciso, e il funzionario informativo Sean Smith. Stevens fu il maggiore promotore dell'integrazione a sostegno della popolazione locale verso una transizione democratica. E' il primo ambasciatore Americano ucciso dal tempo del colpo di stato delle milizie Islamiste radicali del 1979 in Iran.

La reticenza dell'amministrazione Obama a fornire chiarimenti circa l'attacco a Benghazi è piuttosto notevole e forse diventa sempre più chiaro l'imbarazzo dell'amministrazione.
Le pagine Facebook della militia erano piene di contenuti che professavano apertamente simpatie per Ansar al-Sharia, il più duro e rigido gruppo di estremisti islamici collegato all'attacco mortale verso la missione diplomatica a partire ad esempio dai loghi ufficiali di Ansar al-Sharia e una foto di un miliziano con un rpg in mano e la bandiera di Al-Qaeda durante una manifestazione Jihadista tenutasi giorni prima.



Poco tempo dopo sulla stessa pagina, fra i vari contenuti legati all'estremismo islamico, si compiangeva la morte di alcuni membri di Ansar al-Sharia.
Il Dipartimento di Stato USA a tutt'oggi si è rifiutato di fornire commenti sul perché la Brigata dei Martiri del 17 Febbraio sia stata assunta per proteggere la missione diplomatica.

Il 23 Aprile, sostenuta anche da una massiva richiesta negli ambienti militari, una commissione Repubblicana del Congresso di indagine sull'attacco di Benghazi, ha pubblicato un rapporto dimostrando come vi fossero “numerose evidenze” che “la Brigata aveva connessioni estremiste, ed è stata impiegata nel rapimento di cittadini Americani così come in varie forme di minacce contro gli assetti militari degli Stati Uniti”.
Il rapporto della commissione cita anche come pochi giorni prima dell'arrivo dell'Ambasciatore Stevens arrivato in Bengasi, la Brigata dei Martiri avesse avvisato il Dipartimento di Stato che non avrebbero più garantito la sicurezza dei membri della missione, Stevens incluso, nel viaggiare attraverso la città.

Eric Nordstrom, Funzionario per la sicurezza Regionale in Libia a quel tempo, da Giugno 2011 a Luglio 2012 ha documentato più di 200 minacce alla sicurezza ed episodi violenti di minaccia verso il personale Americano in Libia dei quali solo una 50ina in Benghazi.
Nonostante l'alto numero di minacce, ripetute richieste di incremento per la sicurezza dell'Ambasciata sono state ignorate dal Dipartimento di Stato per ragioni non del tutto chiare.

Probabilmente però la domanda più grande da fare, è perché il Dipartimento di Stato, sotto la guida dell'amministrazione Obama, abbia deciso di incaricare un gruppo collegato ad Al-Qaeda per la sicurezza all'ambasciata...
Numerosi cablogrammi dimostrano ripetute richieste di incremento della sicurezza da parte dell'ambasciata, tuttavia per qualche ragione il Dipartimento di Stato ha ridotto la sicurezza e persino distaccato altrove le forze militari li presenti incaricate della difesa diplomatica in Libia.
Ripetute richieste al Dipartimento di Stato, hanno ricevuto secche negazioni alla richiesta di aumento della sicurezza, incluso la permanenza delle squadre militari.

Una possibile spiegazione è che l'amministrazione Obama non sentisse più Al-Qaeda come una minaccia, trovandosi quindi in qualche sorta di imbarazzo nel dover incrementare la sicurezza a causa loro.

I Repubblicani hanno denunciato come l'Amministrazione Obama stia cercando con forza di insabbiare l'intera vicenda.
Secondo Foxnews 4 informatori rispettivamente del Dipartimento di Stato e della CIA, avrebbero accettato di fornire maggiori informazioni sull'attacco dall'interno.

Victoria Toesing, avvocato di uno degli informatori, ha detto di essere stata minacciata da funzionari della CIA e del dipartimento di Stato se avesse parlato al Congresso di quanto accaduto a Benghazi. Si tenga presente che il Congresso, men che meno i membri a supervisione delle attività di intelligence, gode di svariati nulla osta di sicurezza di alto livello. Obama in ogni caso all'inizio di questa settimana ha negato di essere a conoscenza di nessuno che sia stato scoraggiato dal portare al Congresso la propria parte della storia.

La Repubblicana Darrell Issa, capo della House Oversight Commitee, ha dichiarato Martedì di aver mandato nelle scorse settimane, quattro lettere per chiedere di fornire informazioni agli avvocati degli informatori che sono già in possesso dei nulla osta di sicurezza necessari per la vicenda. Nessuna risposta è ancora giunta dall'Amministrazione Obama.

Il rapporto della House Republicans’ Interim Progress del 23 Aprile che ha indagato sull'incidente conclude con un avvertimento che dice “Questo singolo evento si ripeterà a meno che gli Stati Uniti riconoscano e rispondano alle minacce con cui ci scontriamo nel mondo, e mobilitino prontamente risorse e assetti di sicurezza per contrastare e rispondere a tali minacce.”

“Fino a quel giorno, gli Stati Uniti resteranno in modalità “reazionaria” e c'è da aspettarsi ancora altre catastrofi come a Benghazi, in cui personale USA di terra reagisca con prodezza, ma senza essere provvisti di risorse adatte ad una risposta effettiva” conclude il rapporto.

Il 15 Aprile 2013 durante la Maratona di Boston un attacco terroristico coordinato con ambienti vicino ad Al-Qaeda presente anche sul suolo nazionale,  ferisce gravemente 260 persone mediante bombe IED a frammentazione e causando la morte di 3 persone di cui un bambino di 8 anni.







domenica 21 aprile 2013

Attentato di Boston: Jihadista già noto all'FBI. Il Fallimento di Obama.




Non ho nessun amico Americano. Non li capisco
Tamerlan Tsarnaev, Leader Jihadista attentatore di Boston

Così dice in un'intervista del 2011 per un progetto universitario il naturalizzato Americano Tamerlan Tsarnev di origine Cecena e immigrato con il fratello dal Kazakhistan come rifugiato del Daghestan 10 anni prima.
Ennesima dimostrazione di scarsa e assente integrazione nella società americana e occidentale che dal canto suo senza nessun criterio non solo accoglie tali soggetti a braccia aperte ma gli concede persino la cittadinanza..... ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche liberals e internazionaliste condivise anche da Obama in merito all'immigrazione facile con scarsi criteri di integrazione.

Voglio essere chiaro, l'attacco terroristico di Boston e i successivi eventi indicano che abbiamo un problema di terrorismo interno Islamico radicale in America. Non dobbiamo più permettere ai discepoli della political correctness e agli accoliti della Muslim Brotherood ( Fratelli Musulmani, CAIR, ISNA, MPAC, MAS ) di venirci ad insegnare distorte definizioni di tolleranza e sottomissione. Quando la tolleranza diventa una via a senso unico, porta al suicidio culturale.
Carlos Bledsoe in Little Rock, Maggiore Hasan in Ft Hood, Ft Dix Six, Faisal Shahazad a Times Square in New York City, sono giusto gli esempi di cui posso scrivere ora. Quando il Repubblicano Peter King ha cercato di farsi ascoltare sul terrorismo interno è stato attaccato con l'accusa di razzismo. Non più scuse, non più chiedere scuse. Siamo in guerra contro azioni ideologiche, e prevarremo. Congratulazioni a tutte le agenzie delle forze dell'ordine.

Lt. Col. Allen West, fra i principali esponenti Repubblicani costituzionalisti

Brian Jenkins, un rispettato esperto di terrorismo presso il RAND Corp., ha scartato l'idea che l'attentato di Boston rappresenti un fallimento dell'intelligence. Le persone si chiederanno inevitabilmente se l'Intelligence abbia mancanto qualcosa, dice Jenkins prima della notizia pubblica sulla precedente indagine dell'FBI nel 2011 su Tamerlan Tsarnaev.
Alcune persone l'etichetteranno come un 'fallimento dell'intelligence'. Ma questo perché la gente si aspetta il 100% della sicurezza” conclude Jenkins.
Mai come in questo caso siamo d'accordo. Il problema infatti non è dell'intelligence, ma soprattutto politico dell'amministrazione Obama.

Le dinamiche dell'attentato di Boston durante la famosa maratona in memoria della Rivoluzione Americana per la libertà e la nascita degli Stati Uniti induce seria riflessione. Così come induce seria riflessione un'incredibile campagna mediatica martellante nelle prime ore dopo l'attentato che pur senza nessuna prova ha fatto di tutto per farlo passare come attentato terroristico dell'estrema destra americana, nonostante le modalità fossero del tutto estranee al loro operato come osservato anche da chi scrive, e arrivando persino ad accusare il tea party movement alla base dell'atto di terrorismo in relazione alla legge sul controllo delle armi che Obama cercava di far passare al Congresso. Invero il punto dolente è semmai la politica di Obama e la legge sull'immigrazione che vorrebbero far passare, una legge che accoglie senza criterio clandestini e immigrati stranieri illegali avviandoli verso la cittadinanza. Per altro il termine clandestini e stranieri illegali è ora ufficialmente censurato dalla stampa lì come qui, stampa che quindi ha più difficoltà a fare corretta informazione al riguardo.
Una Casa Bianca quella di Obama troppo reticente quindi a voler ammettere la matrice islamica fondamentalista dell'attentato e ancora più reticente nell'ammettere che conoscevano già il terrorista di Boston da diversi anni...

E per diverse ragioni. Noto anche a varie agenzie delle forze dell'ordine da diversi anni, l'FBI operò già un fallito tentativo di espulsione nel 2009 in relazione ad episodi di violenze domestiche secondo la legge americana che prevede la possibilità di espulsione entro 5 anni dalla data di rilascio del visto per reati di almeno un anno di carcere, senza contare le connessioni al fondamentalismo. Siamo davvero curiosi di sapere perché fallì l'espulsione di un fondamentalista islamico... possiamo solo supporre l'eventuale influenza nel merito del governo Obama in carica dal 2008, così come le “crociate” di certi avvocati per i diritti civili, proprio come Obama e consorte, con tutto il rispetto di chi si occupa davvero di diritti civili ( ma poi servono avvocati particolari ? ).

In seguito se non bastassero già i contenuti che il terrorista di Boston condivideva online, ben più solida e grave, un'indagine ufficiale avviata nel 2011 dall'FBI sotto segnalazione di un governo straniero non ben identificato, almeno per il pubblico, presumiamo Russo come avrebbe confermato anche un funzionario di alto grado nelle ultime ore o dell'area Mediorientale.

Il richiedente affermava di basarsi su informazioni che lo indicavano come membro, seguace del radicalismo islamico e un forte credente, e che è cambiato drasticamente dal 2010 quando si è preparato a lasciare gli Stati Uniti per andare nella regione di tale paese per unirsi a gruppi sotterranei non ben specificati” recita una frase dell'FBI.

L'indagine fu ufficialmente chiusa perché nell'interrogare i membri della famiglia di Tamerlan non furono trovate prove di attività terroristica domestica o straniera. Eppure avevano la fonte dell'intelligence...
Tamerlan Tsarnaev è stato ucciso venerdì in mattinata presto dopo una sparatoria notturna con la polizia a Watertown, sobborgo di Boston in cui è rimasto ucciso un agente. Il terrorista era pesantemente armato e le forze di polizia hanno esaurito le munizioni durante la sparatoria.
Il fratello è poi stato preso in custodia dalla polizia locale di Watertown Venerdì sera e ricoverato in Ospedale in gravi condizioni dopo una drammatica e prolungata ricerca casa per casa dalle forze di polizia speciale SWAT. Il paziente catturato su una barca, è ricoverato in condizioni stabili al momento, ma incapace di parlare a causa di una grave ferita alla gola, si suppone un tentativo di suicidio fallito.

I membri della sua famiglia immigrarono negli USA nel 2002 a Cambridge, Boston dove nel 2003 gli fu conferita persino una borsa di studio. L'ultima volta che entrò negli USA fu nel 2006 con un visto turistico. Secondo alcune fonti pare non siano ben chiare le ragioni per cui fu incriminato nel 2009 per violenze domestiche, tuttavia l'arresto era di per sé sufficiente per l'espulsione. Possiamo supporre vi fossero anche motivazioni di intelligence come infatti verrà segnalato anche in seguito nel 2011, per quanto sia l'NSA ( Sicurezza Nazionale ) che le autorità di polizia negano ufficialmente che avessero prove di connessione fra il terrorista ed Al-Qaeda. Dichiarazioni che però contrastano in modo evidente con i dati che l'intelligence già aveva a disposizione nel 2011.

Complotti violenti che coinvolgono singoli individui o piccoli gruppi che si auto radicalizzano e hanno minimi contatti con altri militanti possono essere estremamente difficili da rilevare in anticipo, secondo ufficiali dell'antiterrorismo USA ed esperti privati. Tuttavia delle fonti di intelligence esistevano già. Difatti il dato della precedente indagine FBI è venuto fuori nel momento in cui gli investigatori si sono messi a ricercare i database del governo per capire se lo spionaggio o agenzie di polizia, avessero mancato indizzi importanti che avessero potuto allertarli sui due fratelli, originari della repubblica Russa della Chechnya, anche se nati in Kazakistan e vissuti anche in Daghestan.
Ulteriore priorità è cercare di capire se i due fratelli avessero anche affiliati sia negli Stati Uniti che oltreoceano, ha dichiarato un ufficiale del governo USA che ha chiesto l'anonimato poiché le indagini sono ancora in corso. A disposizione dei due terroristi trovato anche un vero e proprio arsenale in casa con la stessa tecnologia degli esplosivi di tipo piuttosto sofisticato, segno che devono essere stati assistiti da qualcuno e che facessero parte di un qualche tipo di organizzazione. Secondo alcune fonti l'antiterrorismo USA sarebbe sulle tracce di altre 12 celle terroristiche dormienti, forse in procinto di fare altri attentati. E mentre scriviamo un ragazzo dell'Illinois è stato arrestato per aver cercato di unirsi ad Al-Qaeda.
Tre persone, due uomini e una donna, sono inoltre attualmente interrogati nel New Bedfort, Massachussets, dall'FBI, ha detto la polizia Venerdì, sulla base di presunzione di affiliazione con i due terroristi.

Un funzionario ha detto che la possibilità che il governo Americano avesse informazioni che avrebbero potuto sollevare dubbi sui due fratelli prima dell'attacco non può essere esclusa. Altri funzionari hanno detto di non sapere che tale materiale fosse venuto fuori.
In molti casi recenti sembra, il condizionale è d'obbligo, che l'intelligence USA e le forze di polizia, abbiano fallito nel mettere insieme gli indizzi che potessero condurre allo sventare preventivamente potenziali attentati.

Nel 2009 ad esempio, il maggiore dell'esercito USA, Nidal Hassan ha ucciso 13 persone e perito altre 32 persone a Fort Hood, Texas. Prima della sparatoria, Hassan ha intrapreso contatti emaill con Anwar al-Awlaki, il clerico nato in USA, vice di Bin Laden e leader del ramo Yemenita di Al-Qaeda ucciso in seguito con uno strike da parte di un drone Americano.
Anche in questo caso le autorità investigarono le emails di Hassan ma la conclusione ufficiale fu che non costituissero di per sé una minaccia..........
Sempre del 2009 è anche il mancato attentato sul volo Delta Airlines per Detroit nel giorno di Natale del 2009, sventato solo grazie alla pronta reazione di passeggeri ed equipaggio. Anche in quel caso l'intelligence era al corrente nientemeno che della denuncia del padre del terrorista riguardo fondati sospetti sulle attività del figlio denunciate all'ambasciata USA in Nigeria e nonostante questo non inserito nelle blacklist nè quantomeno nelle liste di allerta dell'intelligence condiviso con agenti di frontiera e compagnie aeree.
Entrambe gli episodi vennero dopo che l'amministrazione Obama decise di cambiare l'approccio più determinato che Bush aveva dato alla lotta al terrorismo, che non ci andava troppo per il sottile espellendo come minimo senza troppi complimenti chi fosse anche solo in odore di fondamentalismo, in Italia ricordiamo su questa linea il caso di Abu Omar. Per 8 anni l'America e il mondo libero, è stato molto più al sicuro con la linea di Bush.

Tali tragici episodi portano alla luce in realtà il fallimento totale del nuovo approccio Obamiano alla lotta al terrorismo, secondo modalità del resto già evidenziate come debolezze prima degli attacchi dell'11 Settembre 2001, e drammaticamente chiarissime in questi ultimi anni di amministrazione Obama a testimonianza ulteriore dei dubbi rapporti intrapresi nei riguardi della Muslim Brotherood presente anche nella Primavera Araba.



Edit 21-04-2013: Uno dei sospetti arrestati e ricoverato in Ospedale sotto una completa cappa mediatica, ma che però ha sollevato non pochi dubbi e rimostranze all'interno dello stesso personale del governo Americano potrebbe essere un Terrorista Saudita collegato ad Al-Qaeda e in qualche modo imparentato con famiglie Saudite e che sarà reimpatriato in Arabia Saudita praticamente in segreto. Probabili connessioni fra il Saudita e la cellula o cellule di Boston.


Edit 22-4-2013: Come avevamo anticipato, secondo fonti del Congresso il sospetto arrestato in segreto è un saudita. Il sospetto era già segnalato sulle blacklist dell'antiterrorismo, ma nonostante questo gli è stato conferito un visto turistico....

Maggiori approfondimenti su http://www.glennbeck.com/2013/04/22/exposed-congressional-sources-confirm-saudi-national-was-to-be-deported-for-security-related-grounds-have-files-in-their-possession/



venerdì 12 aprile 2013

Italia chiama Washington: allarme Cina !


E' di pochi mesi fa l'allarme lanciato pubblicamente dai servizi d'intelligence riguardo la scalata cinese dell'economia italiana forti della crisi economica a tal punto da compromettere la nostra sicurezza nazionale. Una delle reazioni immediate fu la compromissione dell'industria militare italiana fornitrice delle forze armate USA. In tal senso infatti in pochissimo tempo fu determinata la vendita in blocco del comparto aeronautico di Finmeccania all'Americana General Dynamics.
Da diversi anni abbiamo lanciato anche noi su queste pagine questo allarme, prevedendo esattamente quello che sta succedendo. E la cosa ovviamente non si ferma solo alle minacce di compromissione del nostro know how militare e industriale, ma naturalmente come abbiamo sempre denunciato, anche all'espressione dell'egemonia del regime Cinese sul nostro paese condizionando quindi in negativo le nostre politiche, il nostro stile di vita, i nostri valori e così via.
Possiamo pensare alle richieste cinesi di realizzazione di isole di produzione cinese esentasse come chiesto anche al Presidente Obama così come da noi ad esempio a Prato, oppure sempre a Prato alla volontà di compromettere i nostri segreti industriali nel tessile realizzando dei dubbi poli di collaborazione con la Cina, ma che fortunatamente ha visto in blocco il rifiuto da parte dell'intera filiera produttiva Italiana del posto.

Non è un caso che la Cina che sino ad ora era rimasta un po' in sordina, mentendo più e più volte sulla volontà di entrare nell'economia Europea e prenderne il controllo, negli ultimi anni ha invece aumentato la sua penetrazione economica nel continente. Solo per l'Italia possiamo contare un acquisto di bond dei titoli di stato di circa il 15% del debito pubblico, più o meno 250 miliardi di Euro. Va da sé come questo costituisca una compromissione inaccettabile per la nostra libertà e sicurezza nazionale.
I teorici dell'internazionalismo ritengono questo il giusto ritorno di investimenti a causa della globalizzazione che ci vede delocalizzare in modo massiccio il manifatturiero in Cina, importare buona parte dei prodotti industriali da lì e quindi spostare in massa la ricchezza in Cina. Il problema alla base della fallacità di questo ragionamento è che la Cina, che fondamentalmente resta una nazione geopoliticamente avversa e per giunta regime totalitario, non investe a mò di ringraziamento, ma col fine di controllare la nostra economia e espandersi geopoliticamente. Prova ne è la recente richiesta di assunzione del controllo di Telecom dopo mesi di scalata sui mercati, azienda fortemente strategica per la sicurezza nazionale e per la crescita e tenuta del nostro paese.
Non è difficile immaginare il perché. La Cina che da anni conduce operazioni di spionaggio militare e industriale ai danni dell'Occidente, non da ultimo continui e sempre più forti attacchi informatici, avrebbe un vantaggio notevolissimo dal controllo di Telecom per compiere massive operazione di spionaggio informatico militare e industriale non meno di come il SISDE e la CIA se ne servono per la nostra difesa.
Per questa ragione denunciamo fortemente la pericolosità di tale azione, che approfittando dell'attuale debolezza del governo, rischia di compromettere fortemente l'intera sicurezza nazionale. Invitiamo i cittadini a riflettere su questa grande problematica e fare pressione al governo perché impedisca anche per decreto se necessario come fatto in Francia ad esempio, la scalata Cinese e dei Brics dei comparti strategici del nostro paese. Invitiamo al contrario a chiedere al governo Americano di aumentare la partecipazione in suddetti comparti strategici sulla falsariga di quanto già fatto con Finmeccanica. Poiché al governo c'è ancora il governo Monti che nonostante tutti i problemi, ha dimostrato una certa confidenza con gli USA, invitiamo seriamente insieme al prossimo governo ad occuparsi di questa delicata situazione, mettendo un po' da parte l'idealismo internazionalista che mai come in questo periodo storico dimostra tutta la sua debolezza, inefficacia e dannosità per la sicurezza, crescita, indipendenza e libertà dei nostri paesi e dei rispettivi popoli.

Links:






martedì 9 aprile 2013

Cattolici ed Evangelici fra terroristi: Le scuse dell'Esercito USA


E' di pochi giorni lo scandalo dell'inserimento di Cattolici ed Evangelici nella lista di gruppi terroristici che il governo ha consegnato alle Forze Armate USA.
La colpa evidente di questa colossale svista, è dell'amministrazione Obama, grossolanamente compressa fra una politica troppo political correct peraltro troppo soggetta al fondamentalismo islamico in Occidente e le forti critiche degli ambienti Cristiani verso la politica socialista, talvolta antiCristiana e censoria del governo Obama. 

Numerose personalità delle forze armate Americane si sono indignate non poco contro il governo per politiche degne del regime comunista Cinese e della Korea del Nord..... le scuse ufficiali dell'esercito USA.


Ulteriori approfondimenti del contesto di tensione sociale in Occidente su:

http://indipendenzaitaliana.blogspot.com/2011/05/colonie-islamiche.html


 


giovedì 4 aprile 2013

ALLERT: COREA DEL NORD SI AD ATTACCHI NUCLEARI VERSO USA



La Corea del Nord al culmine della recente tensione crescente nell'area, ha ieri comunicato ufficialmente a Washington di aver dato all'esercito nordcoreano l'autorizzazione ad attacchi nucleari verso obbiettivi Statunitensi, il che non significa che hanno già dato via all'attacco ma che potrebbero farlo in qualsiasi momento. Fra i missili in loro possesso, seppure in numero limitato, le ultime tecnologie di missili balistici intercontinentali capaci di raggiungere l'Alaska e facente parte della stessa tipologia di missile usato mesi fa per lanciare un satellite in orbita come riportato anche dal Washington Times il 12 Dicembre 2012.

Fra le preoccupazioni del Pentagono anche l'ipotesi che la Corea del Nord sia già riuscita a miniaturizzare testate nucleari. In tal senso andrebbero prese le minacce del regime al riguardo in cui dice che le minacce americane “saranno annientate da mezzi di attacco nucleare più efficaci, piccoli, leggeri e diversificati”.
E' ieri sera alle 23:53 del 3-4-2013, sono state diramate ulteriori minacce in accordo con le precedenti: “Il momento dell'esplosione si sta avvicinando, rapidamente”.

In realtà più che come minaccia, suona come un avvertimento e la cosa avrebbe senso solo come tentativo di voler testare apertamente la difesa missilistica USA e dimostrare eventualmente di riuscire a sorprenderli apertamente pur senza necessariamente colpire l'obbiettivo.
Fra i vari obbiettivi civili e militari, incluso le Hawaii, è probabile che uno degli obbiettivi principali sia la base di Guam, principale snodo strategico aeronavale delle forze USA in quell'area del Pacifico oltre le Hawaii dove il Pentagono ha dislocato una batteria di missili Thaad, Terminal High-Altitude Area Defense battery, il più avanzato sistema antimissile USA. Basti pensare che ne esistono solo due di questo tipo da 250milioni di dollari l'uno e 1milione $ per missile a dimostrazione di quanto il Pentagono ritenga seria la minaccia. Gli Usa rinforzano così le difese antimissile da Guam al Texas, mettendosi in guarda anche dal confine sud, dove si intersecano terrorismo, traffico di droga e spionaggio cinese.

La cosa a nostro parere potrebbe avere un precedente che renderebbe più chiara tutta la questione, ossia il fatto che in passato, circa 2 anni fa, abbiano già lanciato un missile balistico sotto le coste USA al largo della California rilevato solo al momento del lancio grazie ad un particolare tipo di sommergibili di cui sarebbero in possesso Cina e Korea del Nord. Ci abbiamo scritto un articolo di analisi di cui questa situazione rappresenterebbe l'epilogo:


Complice anche la crisi economica, negli ultimi anni sono cresciute le tensioni fra Cina e USA, che si trovano de facto in uno status di guerra fredda. Seppure non a livelli altissimi come contro l'URSS, essa non è neppure di poco conto considerando la cyberwar in corso e la grande attività dello spionaggio cinese contro gli USA.
Oltretutto le attuali politiche internazionalistiche, in primisi la Commissione Trilaterale, hanno visto di buon occhio e per certi aspetti promosso la riduzione della leadership Americana che invero, come ampiamento previsto da vari analisti, noi incluso, e osservato persino anche da Hilary Clinton nei primi tempi della 1a amministrazione Obama, destabilizza la situazione mondiale lasciando spazio ad aggressive espansioni geopolitiche da parte di altre nazioni che nel migliore dei casi finiscono in sfere di influenza avversa.

Da parte Cinese quindi la crisi economica denota la riduzione della leadership geopolitica degli USA e l'attuale minaccia è un ulteriore modo per testare la difesa USA. In particolare la Cina ha interesse a testare lo scudo missilistico, già dislocato presso l'isola di Guam, la capacità di lanciare un missile il più vicino possibile ad obbiettivi strategici e in generale la capacità di reazione USA nell'area tutt'ora protagonista di forti tensioni.

Pur ritenendo fra gli obbiettivi della Cina quella di condurre politiche di espansione globale non appena possibile piuttosto che cooperazione come erroneamente supposto dalla Commissione Trilaterale and co., riteniamo tuttavia di poter escludere negli interessi attuali della Cina quelli di uno scontro diretto.
E' oltremodo questa una dura lezione verso un occidente troppo ammorbidito verso la proliferazione di armi di distruzione di massa a disposizione di nazioni a dir poca cosa ostili e pericolose e di quanto sempre più urgente sia la necessità di implementare e migliorare lo scudo missilistico.
La Casa Bianca risponde non credendo alla minaccia Coreana sminuendo la cosa in quanto non avrebbero le ogive per l'innesco delle testate sui missili, una dichiarazione chiaramente altrettanto diplomatica. Dal canto suo invece il segretario alla difesa USA Chuck Hagel in precedenza oggi ha dichiarato di prendere sul serio le minacce coreane intimandoli a cessare una pericolosa retorica. Intervenuto oggi alla National Defence University a Washington, Hagel sottolinea che gli Stati Uniti hanno intrapreso passi misurati e ragionevoli di fronte alle minacce di Pyongyang, ma che può essere pericoloso sottostimarle, basta un solo sbaglio, e di non voler quindi passare alla storia come “il segretario alla Difesa che una volta si sbagliò”.

Pechino risponde dicendosi preoccupata, per quanto probabilmente aspetta il lancio. Putin invece commenta giustamente la pericolosità della situazione, denotando come nell'attuale situazione basti un niente come un piccolo errore per scatenare la guerra. Una dichiarazione importante quindi che potrebbe suonare implicitamente in via ufficiosa come un via libera da parte Russa verso una reazione militare USA contro la Corea del Nord.

La corea del sud inoltre darebbe oggi accesso ad importanti tecnologie che fanno gola tanto alla Corea del Nord, quanto soprattutto alla Cina per l'implementazione in ambito militare che li metterebbe in grado di competere con le forze USA, come programmato dalla Cina per il 2025, anno di raggiungimento e superamento dell'economia USA secondo le tendenze attuali. Per queste ragioni le tensioni fra le due Koree sono da ritenersi ampiamente maggiori rispetto agli anni '50.
Il “pazzo” dittatore nordcoreano non ha niente da perdere quindi eccetto la faccia con i suoi, e alla Cina interessa testare il sistema di difesa missilistico degli USA e capire come aprire eventualmente la strada verso le tecnologie di Seoul, obbiettivo per il quale non c'è neppure bisogno di consolidare l'occupazione Koreana se non il tempo necessario alle operazioni. Quale occasione migliore ? Probabilmente lanciano e al posto di Obama chi scrive terrebbe un paio di bombardieri B2 in volo h24 più sommergibili di classe Seawolf e portaerei e incrociatori pesanti in pattugliamento nel Pacifico.
Gli USA possono contare su una difesa informatica, elettronica e satellitare ben al di là di quanto si possa immaginare e che permetterebbe di reagire prontamente non appena un qualsiasi missile venga messo chessò anche solo in preriscaldamento sulle rampe di lancio, dando possibilità ai B2 di colpire le rampe con armi convenzionali in tempi molto rapidi. Proprio per questa ragione però, riteniamo che la minaccia maggiore dove guardare resti sotto il mare. Chiramente l'allerta è da mantenere su tutti i fronti.

Durante la crisi fra Cina e Giappone sulle Senkaku dei recenti 2-3 anni, abbiamo visto come la Cina abbia avuto modo di mettere alla prova gli Usa di Obama sulla capacità di spostare ancora flotte nel Pacifico, rappresentata in modo emblematico dalle esercitazioni periodiche che gli USA tengono con la Korea del Sud in questi ultimi anni.
E' probabile quindi anche che la Cina mediante il suo braccio armato Koreano, con il chiaro obbiettivo di espandere la propria influenza geopolitica e militare nell'area, voglia testare la capacità Americana di sostenere uno sforzo bellico aeronavale su un tempo maggiormente prolungato questa volta, che ha i suoi costi e testare quindi quanto la crisi economica abbia eventualmente intaccato la capacità militare degli USA di operare nell'area. Cruciale allo scopo resta proprio la base di Guam. In stile guerra fredda, possiamo quindi aspettarci un escalation e ripetizione di azioni di questo tipo.

Bisogna infine considerare che un eventuale lancio non è detto sia diretto verso un obbiettivo a terra, ma come nel caso Californiano potrebbero puntare ad un esplosione nucleare ad alta quota, sufficiente a generare un forte impulso elettromagnetico EMP, capace di danneggiare reti elettriche e dispositivi elettronici su una vasta area degli Stati Uniti. La minaccia di un attacco EMP è talmente seria che negli ultimi anni a ridosso dell'ICBM avvistato in California, il governo Americano ha iniziato a rinforzare le infrastrutture elettriche, reti e centrali, allo scopo e una commissione del congresso la Commission to Assess the Threat to the United States from Electromagnetic Pulse (EMP) Attack valuta molto seriamente la minaccia. L'industria privata ha invece iniziato a vendere particolari sacchetti di plastica con schermature a gabbia di faraday per difendere ciò che c'è all'interno da un attacco EMP ad esempio computer portatili, cellulari ecc. e altre cose utili alla sopravvivenza in caso di attacco EMP. Tale minaccia potenzialmente proviene da qualsiasi nazione ostile emergente sul fronte degli armamenti nucleari così come gruppi terroristici che potrebbero più o meno fare capo ad una nazione ostile.

Nel frattempo fonti dell'intelligence di Seoul riferiscono come la Corea del Nord abbia portato sulla costa un missile dalla portata di 4000 km capace quindi di raggiungere l'isola di Guam.
La retorica di Pyongyang è certamente volta a dipingere le esercitazioni e reazioni USA come un attacco e minaccia diretta verso di loro sin dall'inizio in modo da giustificare la loro “reazione”. Al di là delle parole la minaccia nordcoreana è però molto seria ed è ormai sempre più probabile, per non dire auspicabile, un intervento militare contro il regime, magari di “minore” intensità in stile Libia, per quanto l'esercito nordcoreano è di gran lunga più pericoloso essendo il 4° esercito del mondo e contando su almeno 1milione di soldati.
Riteniamo come detto che anche in caso di conflitto la Cina resti piuttosto blanda sulla vicenda, interessata più che altro a testare la difesa USA divisa fra fronti attivi in Medio Oriente, Africa e Sud Est Asiatico e per evitare contatti troppo ravvicinati con le forze americane. Non si escludono però contatti fra forze speciali e spionaggio.





News Edit 4/4/2013 Mosca Conferma la nostra interpretazione inasprendo le relazioni con Pyongyang:

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1089074/mosca-stop-negoziati-con-nordcorea.shtml



Edit: Corretto il nome della batteria antimissile USA che è Thaad come ora descritto all'inizio dell'articolo, ci scusiamo per la svista.


Links:







martedì 2 aprile 2013

Presidenzialismo ? No grazie, c'è l'austerity.....


Il dopo Monti e l'exploit di Grillo sull'onda della protesta e del disorientamento ci hanno dato de facto un parlamento senza governo. Complice una cattiva legge elettorale ma anche evidenti carenze nella Costituzione Italiana.

Quando manca una maggioranza degna di questo nome la politica in democrazia ha il dovere di ridare la parola agli elettori. L'art. 88 dà al Presidente facoltà di sciogliere le camere in accordo con i relativi presidenti, ma a quanto pare una sorta di postilla ai più dimenticata, lo esclude quando è a fine mandato ! Comico eh ? Si sembrava incredibile anche al sottoscritto.....in effetti secondo alcuni pare sia un'oscura modifica di una ventina di anni fa, in una situazione non molto dissimile dall'attuale, siamo al 1993 infatti quando le successive elezioni porteranno al governo Silvio Berlusconi con Forza Italia...
Al contempo in tutta questa situazione la fiducia governativa è data da entrambe le camere e naturalmente questa non c'è...... risultato ? Il paese di Arlecchino e di Pulcinella, dove nulla è certo, tranne IN-Equitalia, la quasi eliminazione della proprietà privata e un oppressione fiscale degna dell'area sovietica in nome della quale si tende a ridurre la seconda.

Ora tralasciando le evidenti carenze di M5S e Grillo fra cui un'evidente retorica Marxista dell'800 di quest'ultimo e di cui sarebbe stato molto meglio fare a meno sin dalla nascita del movimento come ora capiscono tante PMI a cui Grillo si è rivolto negli ultimi tempi, e tralasciando pure il fatto che certe sottigliezze costituzionali vengano seguite così bene prettamente quando conviene alla sinistra, il buon senso democratico suggerisce di procedere nel modo più opportuno e pragmatico per dare subito la parola ai cittadini e garantire la governabilità.

Le strade da percorrere sono quindi 3:

  1. Si elegga subito un nuovo presidente che sciolga le camere e convochi nuove elezioni.
  2. Presidenzialismo subito, la scelta più ottimale, si lasci che il nuovo Presidente e capo del governo lo scelgano i cittadini. Se le forze politiche in parlamento sono d'accordo con lo smettere di fare da sciacalli nazionali, l'iter può essere molto veloce.
  3. Modifica dell'art. 88 per dare potere a Napolitano a fine mandato di sciogliere le camere e andare alle elezioni.

Il punto 3 sarebbe peraltro ancora più veloce da fare, anche se non risolverebbe in ogni caso la necessità sempre più urgente di avere una Repubblica Presidenziale rafforzando il governo e snellendo l'iter parlamentare rendendolo quindi più efficiente, ma perlomeno aiuterebbe ad uscire da quest'impasse vergognosa dati i tempi e la necessità di avere quanto prima una maggiore e migliore linea di governo. Del resto Napolitano è anche a fine mandato e sarebbe auspicabile agisse tenendosi fuori dalla diatriba politica guidando il paese alle elezioni e non ai governi tecnici..

In ogni caso Draghi però chiede a Napolitano che lo telefona per consiglio, di restare. E' così che quindi Napolitano convoca un governo di cosìdetti “saggi” con esponenti di entrambe i partiti ( ma del resto c'erano già anche prima ). Un Eufemismo per non dire che data la mancanza di una maggioranza, si è messo un altro governo tecnico, cosa che ricorda spaventosamente e in modo sinistro i mini governi della cosìdetta 1a Repubblica dal dopoguerra al 1994...
Del resto lo stesso Napolitano dichiara con una certa arroganza che non solo non può sciogliere le camere a causa di tal cavillo costituzionale, ma che neppure lo farebbe e che non lo farà neppure il prossimo Presidente.

Il motivo è presto detto, se l'Italia andasse al voto subito, ne uscirebbe fuori un'importante parte di forze euroscettiche e quantomeno riformatrici dell'Europa in senso anti-Austerity, e almeno in parte molto critiche della moneta Euro, cosa che certe lobby bancarie, politiche ed Euro idealistiche non vogliono assolutamente. Poco importa che anche l'ex ministro dell'economia del governo Sarkozy in quanto nuova dirigenza Lagarde dell'FMI abbia riconosciuto la validità delle posizioni anti-Austerity e che persino quel gran volpone globalista di Soros membro di spicco del Bilderberg e della Trilaterale abbia decretato l'uscita dall'Eurozona ad esempio della Grecia.

E' quindi è presto detto, il colpo di stato della UE in Italia e dintorni continua imperterrito dettando con estrema arroganza la politica del nostro paese, così come hanno fatto in Grecia e nel resto d'Europa con i risultati che abbiamo visto, arrivando a minacciare l'Italia in modo più o meno velato con ogni mezzo se dovessimo cambiare nettamente politica a favore dei cittadini Italiani ormai ridotti sempre di più alla fame con imprese sempre più in difficoltà fra crescenti fallimenti e delocalizzazioni massive.
Ma non solo, l'inutilità di questo costosissimo e inefficiente carrozzone di banchieri e burocrati dell'UE, per anni ha avuto come unica risposta alle grida disperate di governi come quello Greco e Portoghese, se avessero bisogno di un'altra linea di credito senza fornire alcuna soluzione alle loro problematiche, mentre al contempo imprigionava tutta la cosìdetta “periferia” Europea nell'Euro e nei vincoli Europei, senza che i governi nazionali potessero fare alcunché di rilevante, salvo aumentare la spesa sociale a motivo della crisi crescente dell'economia.

Ebbene in tutto questo contesto, è incredibile vedere come con tanta arroganza, presunzione e snobbismo, stiano pure ad ammonire l'Italia di rientrare nel deficit quanto prima senza ulteriori rinvii pena multe, ritorsioni tipo la svendita improvvisa di titoli di stato, un po' come fece la Germania pre-monti per 8 miliardi di Euro ed altre cose di questo tipo; si consideri la quantità non ben chiara ma considerevole di titoli in pancia dalla BCE grazie alle politiche di austerity, del duo Monti-Draghi e del MES che ci costa 40miliardi di euro all'anno.....
In altre parole ci impediscono di fare quello di cui avremo bisogno, dall'euro sopravvalutato alla necessaria ricalibrazione della politica commerciale ecc.

E' davvero incredibile, questi geni solo l'anno scorso decidevano di far prestare alla Spagna al 3%, i soldi che l'Italia reperiva sul mercato al 7%, attualmente poco meno del 5% con lo Spread a 332,6 punti in flessione a -4,18%* nonostante tutto e senza risolvere niente ancora una volta ingigantendo le voragini tossiche del debito e aggravando i problemi in Europa asservendo intere nazioni all'elite autoreferenziale Europea made in Trilateral Commission e forzando così a suon di austerity la famosa maggiore integrazione... Si perché fermo restando la cessione improvvisa del debito tedesco, è fuori questione l'acquisto notevole di titoli da parte della BCE il che significa che prima che poi, è la BCE che potrebbe avere seri problemi da cui il monito. Siamo quindi punto e daccapo ma con l'aggravante di aver reso il mercato dei titoli di debito molto volatile e suscettibile, complice la fragilità dell'Euro. A poco serve l'affannarsi del burocrate di turno del Politburo a dire il contrario, i dati sono chiari. Dati importanti parametri economici attuali tutto sommato non così negativi un'uscita dall'Euro contribuirebbe senz'altro a nostro parere una stabilizzazione maggiore dell'economia e del mercato come del resto ammonito anche da eminenti economisti tedeschi che rimproverano in primis i recenti governi tedeschi nell'Euro, Merkel incluso per la situazione europea:



E' chiaro anche che in questo modo a suon di austerity in nome dell'Euro possono prendere il controllo fiscale e di bilancio dei governi nazionali ( vedi MES )e quindi della sovranità portando a termine il piano di sovversione e controllo delle nazioni tramite le banche centrali e la crisi in modo assolutamente non democratico ( vedi anche Ipotesi Monti-Rockefeller sull'aggravamento della crisi quale pretesto per una maggiore integrazione ). Rimandiamo per ulteriori approfondimenti sul fallimento degli stati e il ruolo delle banche internazionali in tutto questo ad un nostro noto articolo che sotto alcuni aspetti possiamo considerare anche per l'annosa questione sulla separazione fra la banca centrale e il tesoro per quanto meriti sicuramente un discorso a parte; l'articolo si incentra anche sulle denunce di importanti banchieri europei contro tali politiche:



Su tutta questa situazione si intersecano naturalmente gli interessi tedeschi dato che una proroga al rientro è stata concessa già a Spagna, Portogallo e Francia, eccetto che ad Italia e Olanda. L'accanimento dell'austerity contro l'Italia continuerà a rifornire la Germania industrialmente scavalcata dalla Cina e con un alto costo in termini di sostegno pubblico, Germania che da sempre teme la ricca concorrenza delle fertili terre Italiche al centro del Mediterrano. Va da sé quindi che sia un allentamento della pressione contro di noi tipo rinegoziazione del debito, sia che ancora di più l'uscita dall'Euro, rappresenterebbe l'immediata cessazione della crisi in Italia e l'inizio della crisi in Germania.


Links:

*il dato dello spread è delle 17:24:29 del 2/04/2013, elaborazione www.borse.it







giovedì 28 marzo 2013

Vietnam Veterans Memorial Day



Il 29 Marzo 2013 è il giorno della memoria dei veterani che hanno combattuto in Vietnam, negli anni precedenti il 2012 era il 30 Marzo. Vogliamo esprimere il più profondo rispetto e ringraziamento per coloro che hanno combattuto per difendere la libertà nel mondo contro la violenza comunista e contro la violenza del regime nordvietnamita.

Durante tutto il conflitto il rateo di perdite rimase costante di 10 a 1 se non più, ossia 10 soldati nemici uccisi per ogni americano caduto in combattimento. Nel 1968 durante l'offesiva a tradimento nel periodo della festa sacra del Tet in cui si era promulgato un armistizio per le festività, l'esercito nord vietnamita attaccò in massa il sud facendo leva anche su guerriglia infiltrata dietro le linee alleate, come la battaglia di Saigon in cui fu attaccata l'ambasciata USA ( Obama è così che si difendono le ambasciate in zona di guerra...! ). Nei giorni che seguirono gli intensi combattimenti a Saigon, Hue l'antica capitale dell'impero del Vietnam in cui combatterono molti sudvietnamiti e dove fu fermata una violenta campagna di pulizia etnica da parte dei comunisti e durante l'imponente assedio alla base USA di Khe Shah, l'esercito nordvietamita fu praticamente spazzato via. Durante tutto il conflitto la maggioranza delle battaglie fu vinte e le leggendarie truppe sudvietnamite AVRN continuarono a vincere anche dopo il graduale ritiro della fanteria Americana finchè gli USA continuarono a fornire supporto aero-navale nei primi anni '70.
Purtroppo il comunismo che non poteva vincere militarmente, riuscì come da programma a fiaccare lo spirito dell'Occidente e possiamo affermare che sebbene in modo ancora più nascosto ci stanno riuscendo ancora. Una campagna mediatica martellante dirottata contro l'America stessa, non rese giustizia a ciò che poi testimonierà la storia, come testimoniò in modo forte e determinato anche Ronald Reagan riaprendo la questione e fornendo nuove fonti e documentazioni.

La guerra in Vietnam fu militarmente un grande successo che ancora oggi fa lezione nelle principali accademie militari di tutto il mondo occidentale a partire dall'importante lavoro svolto dalle forze speciali del reparto tattica e ricognizione Mac V Sog alla base di tutte le forze speciali moderne. A tutti voi rendiamo onore ! Grazie ragazzi !




Alcuni videodocumentari di approfondimento storico: